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Ritratto fotografico, Robert Brasillach (click CC license)La figura di Robert Brasillach non passa certo inosservata nella storia, come André Chénier processato e fucilato per delitti intellettuali. Forse proprio per questo Brasillach doveva morire, il nuovo ordine mondiale non poteva permettersi di lasciare in vita un fine intellettuale, e non stupisce quindi il rigetto della lettera a Charles de Gaulle, tra l'altro firmata anche da Albert Camus, per la concessione della grazia. In questa splendida poesia Robert Brasillach riesce a trasmettere con le parole tutto il suo sentimento di dolore per la propria Patria e lo fa con una cadenza di versi quasi musicale. Robert Brasillach è morto da legionario Europeo con la stessa dignità ed Onore di chi è caduto in armi per difendere un idea. Il parallelismo con Giovanni Gentile, caduto per mano partigiana il 15 Aprile 1944, è immediato.

La recita di Vertex

 

 

 Versione Originale  Versione Italiana

Mon pays me fait mal

Mon pays m’a fait mal par ses routes trop pleines,
Par ses enfants jetés sous les aigles de sang,
Par ses soldats tirant dans les déroutes vaines,
Et par le ciel de juin sous le soleil brûlant.

Mon pays m’a fait mal sous les sombres années,
Par les serments jurés que l’on ne tenait pas,
Par son harassement et par sa destinée,
Et par les lourds fardeaux qui pesaient sur ses pas.

Mon pays m’a fait mal par tous ses doubles jeux,
Par l’océan ouvert aux noirs vaisseaux chargés,
Par ses marins tombés pour apaiser les dieux,
Par ses liens tranchés d’un ciseau trop léger.

Mon pays m’a fait mal par tous ses exilés,
Par ses cachots trop pleins, par ses enfants perdus,
Ses prisonniers parqués entre les barbelés,
Et tous ceux qui sont loin et qu’on ne connaît plus.

Mon pays m’a fait mal par ses villes en flammes,
Mal sous ses ennemis et mal sous ses alliés,
Mon pays m’a fait mal dans son corps et son âme,
Sous les carcans de fer dont il était lié.

Mon pays m’a fait mal par toute sa jeunesse
Sous des draps étrangers jetée aux quatre vents,
Perdant son jeune sang pour tenir les promesses
Dont ceux qui les faisaient restaient insouciants,

Mon pays m’a fait mal par ses fosses creusées
Par ses fusils levés à l’épaule des frères,
Et par ceux qui comptaient dans leurs mains méprisées
Le prix des reniements au plus juste salaire.

Mon pays m’a fait mal par ses fables d’esclave,
Par ses bourreaux d’hier et par ceux d’aujourd’hui,
Mon pays m’a fait mal par le sang qui le lave,
Mon pays me fait mal. Quand sera-t-il guéri ?

18 novembre 1944.

 

Il mio paese mi fa male

Il mio Paese mi ha fatto male per le sue vie affollate,
per i suoi ragazzi gettati sotto gli artigli delle aquile insanguinate,
per i suoi soldati combattenti in vane sconfitte
e per il cielo di giugno sotto il sole bruciante.

Il mio Paese mi ha fatto male in questi empi anni,
per i giuramenti non mantenuti,
per il suo abbandono e per il destino,
e per il grave fardello che grava i suoi passi.

Il mio Paese mi ha fatto male per i suoi doppi giochi,
per l'oceano aperto ai neri vascelli carichi,
per i suoi marinai morti per placare gli dei,
per i suoi legnami troncati da una forbice troppo lieve.

Il mio Paese mi ha fatto male per tutti i suoi esilii,
per le sue prigioni troppo piene, per i suoi giovani morti,
per i suoi prigionieri ammassati dietro il filo spinato,
e tutti quelli che sono lontani e dispersi.

Il mio paese mi ha fatto male con le sue città in fiamme,
male sotto i suoi nemici e male sotto i suoi alleati,
il mio paese mi ha fatto male nel corpo e nell'anima,
sotto i pesanti ferri dai quali è legato. 

il mio Paese mi ha fatto male con tutta la sua giovinezza
sotto bandiere straniere, gettata ai quattro venti,
perdendo il suo giovane sangue in rispetto al giuramento
tradito di coloro che lo avevano fatto.

Il mio Paese mi ha fatto male con le sue fosse scavate,
con i suoi fucili puntati alle reni dei fratelli,
e per coloro che contano fra le dita spregevoli,
il prezzo dei rinnegati piuttosto che una più equa ricompensa.

Il mio Paese mi ha fatto male per la sua falsità da schiavi,
con i suoi carnefici di ieri e con quelli di oggi
mi fa male col sangue che scorre,
il mio Paese mi fa male. Quando riuscirà a guarire?

18 novembre 1944.

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