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Raccolta di piccoli spunti culturali quasi dimenticati

Geṡüita s. m. [der. del nome di Gesù] (pl. -i). – 1. Religioso appartenente alla Compagnia di Gesù, fondata da sant’Ignazio di Loyola e approvata dal papa Paolo III (1540), con il compito di difendere e propagare il cattolicesimo principalmente attraverso la predicazione e l’insegnamento. 2. fig., spreg. Persona finta, ipocrita: essere un g., fare il g.; maniere da g., faccia da gesuita (anche al femm.: è una gesuita). Questo sign. è stato assunto dalla parola attraverso la polemica antigesuitica seguita alla Controriforma e condotta da rigoristi, spec. dai giansenisti, che rimproveravano ai gesuiti orientamenti quali il probabilismo e il lassismo, e l’adozione della casistica per scopi mondani e per accrescere il proprio prestigio e potere nella società contemporanea. Dim. geṡuitèllo, pegg. geṡuitàccio (tutti e due nel sign. fig., e quindi usabili anche al femm.). Vocabolario Treccani

La locuzione latina Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?, tradotta letteralmente, significa «Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?» L'invettiva prosegue con le parole: «Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?»: «Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?» Wikipedia

13 Marzo 1945, Dresda, 250.000 civili bruciati vivi. Il fosforo bianco è utilizzato nelle bombe incendiarie al fosforo, le quali, secondo le convenzioni internazionali, possono essere utilizzate solamente a scopo di illuminazione, per spaventare o per nascondere le proprie truppe. Altro utilizzo del fosforo bianco è la cortina fumogena, sfruttata per coprire la ritirata o impedire al nemico di avanzare, sebbene si tratti effettivamente di polveri sottili. Fonte Wikipedia

Foglia di Fico, l'espressione viene usata anche a mo' di metafora per indicare l'intenzione di celare, alla bell'e meglio, un'azione disonesta, fingendo di fare una cosa, ma facendone in realtà un'altra molto diversa da quella che si vuol far credere di stare facendo.

fonte: Kulturaeuropa

Giochi d'altri tempi, fra bambini, quando in trepida attesa si sperava di essere scelto, un bacio con le guance in fiamme.

"La bella lavanderina che lava i fazzoletti
per i poveretti della città.
Fai un salto, fanne un altro,
fai la riverenza, fai la penitenza
guarda in su guarda in giù
dai un bacio a chi vuoi tu."

“Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l’incubo dei potenti”. Ernst Jünger

Alzo zero, espressione militare significante sparare con i cannoni con la canna parallela al terreno, per massimizzare l'impatto contro il nemico. Il comando "alzo zero" significava anche un momento particolare, quando la fanteria nemica era a ridosso delle postazioni e a tutti i costi andava fermata anche al prezzo di colpire i propri soldati, l'alternativa era lo sfondamento del fronte. Oggi l'espressione viene utilizzata per definire delle comunicazioni dirette ed immediate senza freni comunicativi tese a fare breccia nelle anime.

Motto latino che tradotto letteralmente significa "sebbene morto egli arde". Il significato di questo motto latino è  che seppure una persona sia morta le sue gesta, il suo pensiero, continuano ad essere presenti nella società.  il verbo urit inserito nella parte finale ha un duplice significato. Il primo che brucia, nel senso che continua a essere "pericoloso" il secondo che è un faro nella notte, illumina le tenebre. Anche qui la concretezza del pensiero Romano ha creato con tre semplici parole un assunto filosofico su cui sarebbe possibile stendere fiumi d'inchiostro.

Mia nonna, una contadina valtellinese, andava in alpeggio con i vachi (mucche) a maggio, tornava in paese a settembre. La saggezza contadina e le semplici norme igieniche.

Se ta vet in gir, stà mia attacaa alla gent. Lavas i man semper quant t'arrivat a ca, e prima de mangia quescos. Se t'aghè la fevara stà in lecc e va mia a lavurà, ricordes che se t'aghè la fevera ta devat bef tanta acqua.

Se vai in giro non stare attaccato alla gente. Quando arrivi a casa lavati sempre le mani e lavale prima di mangiare. Se hai la febbre non andare a lavorare, stai a letto e ricordati che se hai la febbre devi bere tanta acqua.

L’Asino aveva un vivaresco1 nella schiena, e pascendo in un prato, un Corvo gli salì di sopra, e glielo beccava: l’Asino ragghiava e saltava. Il Lupo vedendo, che il Padrone se ne rideva, disse: Ah noi altri sfortunati, come siamo solamente veduti, ci è gridato, e siamo perseguitati, e di questo il Padrone se ne ride.
Morale della favola: i malfattori si riconoscono solo alla vista, altri forse più malvagi non si riconoscono perchè non sembrano malvagi

1) Piaga sul dorso di una animale, forma arcaica latino-provenzale

Il ritmo circadiano, in cronobiologia e in cronopsicologia, è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore. Il termine "circadiano", coniato da Franz Halberg, viene dal latino circa diem e significa appunto "intorno al giorno". In semplicità significa che gli esseri viventi sono influenzati dal ritmo del sole che gestisce il sonno e la veglia. Negli esseri diurni il sorgere del sole infonde forza e riattiva le funzioni, al contrario gli esseri notturni traggono la loro forza dal calar del sole

La catapulta è un macchina da assedio. Inventata dagli antichi Greci, largamente utilizzata dai Roimani e rimase in uso sino al tardo medioevo.  La catapulta sfrutta un braccio per scagliare con tiro curvo grosse pietre di cento, duecento e più chili a una distanza di 200-600 metri.

La vida è una breve biografia anonima scritta in prosa di un trovatore o di una trobairitz ( trovatore donna ) scritta in lingua Occitana risalente al XIII e inizio XIV secolo. In occitano la parola vida significa "vita" e tradotta nel suo significato contestuale "Biografia". La particolarità di queste biografie, pensando all'epoca,  e che le stesse accompagnano spesso le opere di un particolare autore. Interessante dettaglio che spesso queste biografie, se inserite in poesie singole, sono talvolta accompagnate da "razos" letteralmente "ragioni" ossia le circostanze in cui fu scritta la poesia.

Il mito è raccontato all'inizio del libro settimo de La Repubblica (514 b – 520 a). Si tratta di uno dei testi universalmente riconosciuti come fondamentali per la storia del pensiero e della cultura occidentale. Platone scrive che dei prigionieri in una caverna possono solo vedere le ombre del mondo. L'allegoria spiega come l'essenza delle cose sia molto difficile da vedere e riconoscere, molto più facile vederne l'ombra, un simulacro. Perciò l'uomo deve innanzi tutto riuscire a vedere con chiarezza per poter arrivare all'essenza della realtà e delle cose prima di esprimere un opinione o un pensiero.

Il primo vero impegno alle elementari, quando si andava ancora con il grembiule e il bidello passava a riempire il porta inchiostro. Ricordi di altri tempi quando la maestra era una sola e si chiamava Signora Maestra, che ti controllava all'inizio delle lezioni se avevi le mani pulite. Tabellina s. f. [dim. di tabella]. – in matematica, ognuna delle righe (o delle colonne) della tavola pitagorica: studiare, imparare le t.; la t. del 3, l’insieme dei prodotti del numero 3 con tutti i numeri da 1 a 10; sapere a memoria la t. del 9; la conoscenza delle tabelline (che si acquisisce nei primi anni di scolarità) permette il calcolo di un qualsiasi prodotto fra numeri interi o decimali. ( Dizionario Treccani )

AB URBE CONDITA, ( da quando la Città è stata fondata ) ci si riferisce alla fondazione della città, Roma (Natale di Roma) , che viene fatta risalire al 21 aprile del 753 prima di Cristo, quando Romolo avrebbe dato vita alla “Città Eterna”. Per assonanza ricordiamo che l’origine dell’impero giapponese  è temporalmente vicina. Risale al 660 avanti Cristo data cui viene mitologicamente fissata la nascita dell’impero ad opera di Jinmu Tennō lontano  nipote di Amaterasu la divinità solare nipponica (uno dei pochi casi di divinità solare femminile).

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