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Il Almerigo! Presente! Presente! Presente! ( Clik immagine )19 maggio 1987, in Mozambico, cade colpito mentre riprende un conflitto a fuoco tra gli anticomunisti della Renamo e le truppe governative, Almerigo Grilz, reporter di guerra.

Alla televisione i telegiornali quel giorno sono trasmessi in forma ridotta per uno sciopero dei giornalisti, all'apertura del Tg1, Paolo Frajese dà la notizia della sua morte: era il primo giornalista italiano a morire su un campo di battaglia dalla fine della seconda guerra mondiale in una delle tante "guerre dimenticate" dai media dell'epoca.

Per anni anche la figura di Almerigo Grilz è stata "dimenticata", era morto un giornalista, ma quel giornalista era anche stato un militante politico di rilievo, era stato il capo storico del Fronte della Gioventù di Trieste.

Se ne ricordavano nella maggior parte dei casi solo per le consuete discriminazioni in nome dell'antifascismo. L'Unità alla notizia della sua morte scrisse che era morto un mercenario, mentre altri non scrissero proprio nulla nonostante la qualità del suo lavoro l'avesse portato ad essere conosciuto in tutto il mondo.

Certo, c'era anche chi non lo dimenticava, e non l'ha mai fatto: la sua comunità politica, ed anche tanti suoi colleghi di lavoro liberi da certi stupidi pregiudizi, finché nel 2002, a Trieste gli venne intitolata una via della sua città.

Giovedì 19 maggio a 35 anni di distanza dalla sua morte in Mozambico Almerigo Grilz sarà ricordato a Trieste, dall'associazione Nessuno Resti Indietro.

Militante politico, dirigente nazionale e capo del Fronte della Gioventù di Trieste, consigliere comunale e giornalista di guerra, sarà il primo reporter caduto dopo la seconda guerra mondiale. A differenza di certi suoi colleghi che scrivevano dall'hotel, Almerigo Grilz i suoi articoli ed i suoi servizi li confezionava sul campo e così sarà raggiunto alla testa da un proiettile nel corso di uno scontro tra i ribelli della Renamo e le milizie governative marxiste, mentre riprendeva con la sua cinepresa.

Ogni anno il 19 maggio sotto quella che era la vecchia sede del Fronte di via Paduina si ritrova un intera comunità, dai vecchi militanti ai più giovani delle organizzazioni di oggi, diverse generazioni unite nel ricordo di Almerigo Grilz. Un militante politico ed un giornalista vero, a differenza della stragrande maggioranza dei giornalisti odierni che non si fanno scrupolo di contrabbandare fake news come realtà, e quando vengono sorpresi " col sorcio in bocca " non hanno nemmeno la decenza di scusarsi, come è accaduto in più di un'occasione con l'attuale conflitto in corso in Ucraina e si parla delle principali emittenti televisive italiane. Del resto nel mondo di oggi, grazie ad internet si potrebbe direttamente scrivere articoli senza nemmeno essere sul posto, per non parlare di certi "giornalisti"-militanti, con tanto di scorta al seguito sempre impegnati a vedere il pericolo neofascista dappertutto.

Fa riflettere come, un affermato giornalista conosciuto a livello mondiale, come fosse discriminato all'epoca in Italia per la sua attività politica mai rinnegata, e come quetsta odiosa discriminazione continui anche oggi nella sua città e sui mass media di regime. Noi, invece, andiamo fieri di Almerigo e come ogni anno lo ricorderemo con il rito millenario del presente.

Sono già iniziate le polemiche anche quest'anno sul giornale locale come sul web. Si sono visti diversi commenti deliranti, anche dopo 35 anni dalla sua morte, in particolare proprio ieri mentre venivano scritte queste parole, è apparsa una lettera, come sempre livorosa, sul locale giornale di Trieste, ove l'estensore auspica che un domani non venga intitolata una scuola di giornalismo ad Almerigo Grilz.

Grazie dell'idea, magari prossimamente grazie a questo suggerimento si potrebbe organizzare qualcosa in tal senso, magari l'intitolazione di una borsa di studio, con doppio convegno a Trieste e Roma. Chissà..

Anche questo 19 maggio, alle ore 19, un intera comunità umana di donne ed uomini liberi lo ricorderà a Trieste, in via Paduina, sotto quella che è stata la sede storica del suo Fronte della Gioventù.

a cura dell'associazione Nessuno Resti Indietro

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