Comunicazione ai sensi dir. 2009/136/CE: questo sito utilizza cookies tecnici anche di terze parti.
L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

  • alpini.jpg
  • leone_home.jpg
  • calatrava.jpg
  • tricolore.jpg
  • angelo_vallie_home.jpg
  • sangiorgio.jpg
  • leone.jpg
  • carpe_diem_home.jpg
  • legionario01.jpg
  • iterun_rudit_home.jpg
  • carcasson.jpg
  • aquedotto.JPG
  • pound.jpg
  • redi05.jpg
  • alba.jpg

Manifesto del Convegno di Montreaux (Click CC license)Nei primi anni trenta il fascismo tentò di creare un internazionale fascista riunendo a congresso tutti i movimenti "fascisti" europei. Il convegno fu organizzato e presieduto dai Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma (CAUR), comitati fondati da Benito Mussolini che non inviò però alcun rappresentante ufficiale per non dare l'impressione che fosse un iniziativa puramente italiana. Il manifesto che dell'evento è in puro stile futurista. In questo saggio si conferma la presenza della Falange al congresso.

Presenza della Falange e/o di José Antonio ai congressi internazionali fascisti di Montreux.

La verifica della partecipazione o meno di José Antonio, e più in generale della Falange, ai così chiamati congressi internazionali fascisti di Montreux pare aver cessato d’essere un argomento di serena ricerca storica per trasformarsi in oggetto di dispute e polemiche all’interno stesso delle forze nazionalsindacaliste spagnole.
Sembra quasi essere lo spunto visibile d’una più sotterranea differente lettura ideologica non solo del recente passato ma delle stesse matrici ideali da cui è sorta la Falange Spagnola delle JONS (per non dilungarmi su questo argomento rimando ad un precedente breve saggio sulla Falange già presente sulla nostra pagina Web).
Da un lato vi sono fascisti spagnoli ed una parte di falangisti (semplicisticamente quelli più legati alle figure ed al pensiero dei tre fondatori: Ramiro, Onesimo e José Antonio) che stimano plausibile una presenza della Falange a quei congressi; dall’altra lato due altre “anime” falangiste (sempre semplicisticamente etichettabili una come franchista e l’altra come seguace di Manuel Hedilla) ne negano la partecipazione. I primi desiderando dare della Falange un’immagine nazional-cattolica, i secondi un’impronta quasi esclusivamente rivoluzionario sindacalista; entrambi volendo allontanare tanto per il presente che per il passato possibili etichette fasciste.
Con queste premesse è chiaro che la discussione rischia di avvitarsi in polemiche forvianti. Opportuno, se non necessario, perciò fare un riepilogo cronologico e esplicativo di quegli eventi e attenersi esclusivamente ai fatti.
Progettando questo articolo ho cercato di reperire, oltre alla documentazione ufficiale, quanto scritto nella nostra “area” sull’argomento, questo per sentire ogni parere. Purtroppo non ho potuto leggere l’articolo apparso, relativo a questo tema, sul N° 14 di Nosotros; la redazione del periodico, cui l’avevo richiesto, non me lo ha fornito.
I congressi in questione miranti alla costituzione di una internazionale fascista nascono dai CAUR (Comitati di azione per l’universalità di Roma) costituiti nel giugno del 1933, diretti da Eugenio Coselschi, già segretario personale di D’Annunzio durante l’impresa di Fiume.
I CAUR indirono un primo congresso in Montreux il 16 e 17 dicembre 1934. A questo congresso seguiranno tre riunioni: la prima svoltasi nel gennaio 1935 a Parigi, la seconda ad Amsterdam il 29 e 30 marzo 1935, la terza a Montreux l’11 settembre 1935. A questa riunione (presumibilmente l’ultima) avrebbe dovuto seguire un secondo congresso, sempre a Montreux, fissato in linea di principio per la prima quindicina di dicembre, congresso che non si tenne.
Al primo congresso del 1934 probabilmente partecipò Giménez Caballero, importante pensatore falangista.
Di questo congresso e della seguente riunione di Parigi manco d’una documentazione certa.
Della riunione d’Amsterdam e dell’ultima di Montreux dispongo invece delle relazioni, in lingua francese, che erano conservate nell’archivio Granelli.
Asverio Granelli, esponente del fascismo italiano, fondatore della rivista “Ottobre”, fu promotore di iniziative tese a favorire lo svilupparsi d’un fascismo universale.
L’archivio Gravelli è ora conservato nell’archivio De Felice. Renzo De Felice, eminente studioso, fu l’autore di serie, fondamentali e monumentali opere sul fascismo.
Queste un po' pedanti indicazioni servono per sottolineare la rigorosa attendibilità delle fonti.
Per il seguito di questo saggio saranno quasi esclusivamente utilizzati i testi originali delle riunioni. Non si dimentichi che questi scritti sono passati attraverso varie traduzioni (l’ultimo è volutamente e strettamente letterale).
Inizio della riunione di Amsterdam del 29 marzo 1935:

“ Generale Coselschi: Primi di iniziare la nostra discussione sulle comunicazioni del presidente, ho il piacere di annunciarvi che due gruppi si sono iscritti al fronte di Montreux; vale a dire i Partiti Fascisti Argentini e le Jons Spagnole, il Partito Argentino che invia il suo saluto e accetta tutte le deliberazioni votate a Montreux; e le Jons, movimento che comincia a svilupparsi in Spagna e che invia anch’esso la sua adesione. Il Presidente di queste ultime dice: (*) .

Marcel Bucard: Quale rapporto ha il giovane movimento sindacalista spagnolo con il movimento di Primo de Rivera?

Generale Coselschi: E’ indipendente. Sono fra loro in eccellenti rapporti. (cosa questa che chi ha conoscenza del movimento nazional sindacalista spagnolo sa non essere esatta n.d.r.) ... “

A questo punto è bene fissare alcuni punti. Le Jons si erano riorganizzate in forma autonoma, sotto la guida di Ramiro Ledesma, uscendo dalla Falange nel gennaio 1935.  L’espressione “presidente delle Jons” (nel marzo 1935) è ragionevole ritenere che si riferisse allo stesso Ledesma. Quest’ultimo era da poco uscito dalla Falange ma ciò non inficia il fatto che della stessa fu la mente ideologica, così come Josè Antonio ne fu il politico e il poeta. L’allontanamento di Ramiro dalla Falange fu quasi certamente dovuto a motivazioni di “... tipo umano ...” come ci ricorda Filipe Ximenez de Sandoval che, munito di una “... ammirazione fanatica...” per Josè Antonio è autore di una “Biografia Appassionata” di imprescindibile lettura per la conoscenza della Falange. Ximenez sottolinea come Ramiro (che proprio nei mesi di marzo e aprile del 1935 redige il fondamentale libro “Discorso alle gioventù di Spagna”) fosse “... uno degli uomini più straordinari della Falange ...” Ximenez ci informa altresì d’un episodio poco noto e cioè che Ledesma dimenticando incidenti passati visiterà in carcere Josè Antonio nel maggio 1936 per offrirsi incondizionatamente alla Falange.
Lasciamo ora la relazione sul congresso di Amsterdam, relazione che per altro ci ha permesso di conoscere aspetti in fondo non secondari e utili per inquadrare “l’ambiente” e passiamo alla riunione del 11 settembre 1935 a Montreux. Questa ci permette di centrare definitivamente l’argomento che ci interessa.
La riunione inizia alle 9,30, il presidente generale Coselschi apre la seduta con una relazione sui lavori del Komintern.
“......
(in questo momento Primo de Rivera entra nella sala della riunione)
Voi mi permetterete d’interrompere questa esposizione per salutare il rappresentante della Falange Spagnola: Primo de Rivera, che lotta con accanimento contro il comunismo nella sua patria. La Falange Spagnola ha un’aureola di martirio e di gloria perchè quasi tutti i giorni, nelle strade, ci si batte in Spagna, e la gioventù di questo paese versa il suo sangue per difendere l’ideale che tutti ci unisce.
Sono sicuro di esprimere i sentimenti di tutti voi, salutando, in Primo de Rivera, la Giovane Spagna e vi prego di rimanere un minuto in silenzio per salutare i morti che sono numerosi nella Falange Spagnola, ed anche tutti i morti, di tutti i movimenti che noi qui rappresentiamo.

E’ osservato un minuto di silenzio.

Presidente: Primo de Rivera segue da molto tempo con simpatia la nostra organizzazione e se non ne fa ancora effettivamente parte è per ragioni di politica interna che lui stesso vi spiegherà...
Primo de Rivera (Spagna): Vi ringrazio sinceramente per l’accoglienza commovente che avete fatto, non a me stesso, ma alla Falange Spagnola che combatte ogni giorno nelle strade insanguinate del mio paese. Sono toccato dalla vostra accoglienza e vi restituisco il sincero saluto della Falange Spagnola ed il mio .
Sono in dovere, per il momento, di non prendere parte ai lavori della Vostra commissione. Il presidente ve ne ha esposto le ragioni.
La Spagna non è ancora pronta ad unirsi, mio tramite, ad un movimento di carattere, non internazionale, ma supernazionale, ma universale.
E questo non solo perché il carattere spagnolo è troppo individualista ma anche perché la Spagna ha molto sofferto per le internazionali. Noi siamo tra le mani di almeno tre internazionali: una massonica, una socialista, un’altra capitalista e forse vi sono altri poteri, di carattere extranazionale, che intervengono negli affari spagnoli.
Se si apparisse davanti all’opinione pubblica spagnola come uniti ad un altro movimento, e questo senza una preparazione lenta, profonda e difficile, la coscienza pubblica spagnola ed anche la coscienza democratica protesterebbero.
Bisogna dunque preparare gli spiriti in vista di questi lavori supernazionali.
....
Ma io credo che davanti ai pericoli comunisti, occorra riconoscere che i popoli civilizzati hanno il diritto ed il dovere di trasmettere questa civiltà ai popoli arretrati.
...
Paul Moornaert (Belgio): ...Poco fa l’onorevole Primo de Rivera diceva che in Spagna non si comprendono ancora queste istituzioni sopra-nazionali. Prima di Montreux non le si comprendevano neppure in Belgio:::”

Augurandomi che altri lavori seguano questo saggio, spero che quanto sopra esposto serva a inquadrare il tema e a porlo nei suoi giusti binari. Naturalmente bisogna distinguere fra presenza e partecipazione, fra partecipazione e adesione.
La documentazione esaminata indica che José Antonio presenziò ad almeno una riunione internazionale fascista ma non vi aderì; Ramiro Ledesma non presenziò ma vi aderì.

Giancarlo Rognoni

 

(*) Traduzione non presente nella prima edizione di questo breve saggio: ... Io conosco l'attività dei Caur di cui sono stato informato tramite le delibere prese a Montreux, dai rappresentanti delle organizzazioni fasciste. Sono felice di comunicarvi che invio l'adesione delle Jons e la mia adesione personale al Fronte di Montreux, sono a disposizione per difendere e propagare l'ideale comune. Vi confermo tutta la simpatia del movimento delle Jons, che solo per motivazioni di tattica interna non ha potuto intervenire a Montreux. ...

Contatti:     Redazione     Web Admin     |     Privacy Policy     |     Cookie Policy     |    Disclaimer     |     Creative Common license

X

Right Click

No right click