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Ulster Volunteer Force (Clik immagine)L'Ulster Volunteer Force a Londra mentre da Dublino è allarme terrorismo.

Una delegazione dell'organizzazione lealista nordirlandese Ulster Volunteer Force si sarebbe incontrata a Londra per parlare della pacificazione in Irlanda del Nord, con esponenti dei servizi britannici e funzionari governativi presso l'abitazione dell'arcivescovo di Canterbury. A rivelarlo il Belfast Telegraph ed il suo tabloid. 

A capo della delegazione dell'UVF, che è la più longeva delle organizzazioni lealiste nell'Ulster fondata nel 1912, ci sarebbe stato John "Bunter" Graham. Esponente di rilievo della formazione paramilitare già nel corso degli anni '70, nel corso di un suo ricovero in ospedale venne sventato un tentativo di eliminazione da parte del Provisional IRA, che intendeva muoversi nonostante fosse protetto dalle sue guardie del corpo. Un informatore tra le fila repubblicane avvertì in tempo le forze di polizia facendo saltare l'operazione. 

Nel 1983 invece un informatore all'interno dell'UVF fece arrestare 14 elementi di spicco dell'organizzazione tra cui Graham. 

Uscito dal carcere subì un altro tentativo di omicidio da parte dell'organizzazione marxista IPLO, l'organizzazione irlandese per la liberazione del popolo, a cadere sotto i colpi dei sicari al suo posto, all'interno di un pub di Belfast, fu un elemento dell'Ulster Defence Association, l'altra grande formazione lealista, nell'ottobre del 1991. Un altro tentativo di omicidio venne pianificato da un'altra formazione marxista, l'Irish National Liberation Army, venne colpito all'interno della propria abitazione, spararono attraverso la finestra senza riuscire ad eliminarlo, nel gennaio del 1993.

Nel 2000 nel corso di una vera e propria faida tra UVF e UDA, la sua voce mise freno alla volontà di "alzare il tiro" da parte dell'ala più intransigente dell'UVF. 

L'Ulster Volunteer Force, un'organizzazione divenuta nel tempo come una sorta di difesa popolare della comunità lealista e protestante, al pari dell'UDA, sebbene sia stata messa al bando dalle autorità britanniche fin dalla fine degli anni '60, non ha mai smesso di esistere nell'Irlanda del Nord, nonostante la guerra contro l'IRA e la repressione di esercito britannico e forze di polizia. 

La Brexit è imminente, e non si sa ancora quale sarà il futuro dell'Ulster. Il ritorno di un confine tra Irlanda ed Irlanda del Nord sarebbe visto come un obiettivo da colpire da parte dei dissidenti repubblicani e come un annullamento degli Accordi del Venerdì Santo, gli accordi di pace, del 1996 da parte dei repubblicani in generale. Mentre il posizionamento del confine sul mare da parte del Regno Unito, ed una conseguente unificazione economica irlandese, sarebbe vista da parte della comunità lealista come una concessione all'IRA ed un tradimento da parte della corona britannica. 

Dal parlamento di Dublino, intanto, si levano voci preoccupanti sul ritorno in scena del terrorismo. 

Pur riconoscendo che l'attività dei dissidenti repubblicani, Continuity IRA e New IRA sembrano sempre più in collaborazione tra loro, riguarderebbe soprattutto l'Irlanda del Nord e l'allarme viene lanciato, come detto, in caso di un ritorno del confine, questo oltretutto anche un occasione per rinforzare i ranghi, con nuovi reclutamenti. 

Nuove adesioni ci sarebbero state proprio nelle zone di confine, al sud come al nord, e sempre nella repubblica verrebbero organizzate raccolte di fondi finanziari e pianificati gli attacchi al Nord, dove il principale obiettivo sarebbero le forze di sicurezza. 

Mentre, sempre stando al Parlamento irlandese, i gruppi paramilitari lealisti starebbero riprendendo le attività, un'attività intensificata soprattutto in certe zone di Belfast. 

Intanto, la donna ferita alla testa da un colpo d'arma da fuoco a Coleraine, mentre si trovava assieme al figlio, anch'esso colpito in maniera più lieve, sarebbe vittima di un attacco di un'unità dell'Ulster Defence Association, che aveva come bersaglio proprio il figlio della signora. Questa sarebbe la versione ufficiale fornita dalle forze dell'ordine. 

Infine, da segnalare la gaffe dela rockstar John Bon Jovi riguardo il pestaggio mai avvenuto che avrebbe subito in gioventù il frontman degli U2, quel Bono appassionato filantropo quando si parla di Africa e di Unione Europea ma che ha ben pensato di spostare le risorse economiche dall'Irlanda all'Olanda, e che riguardo l'Irlanda non ha fatto nulla se non parlare di un pacifismo ipocrita in relazione alla sua canzone Bloody Sunday che pure gli avrà procurato parecchi quattrini. Eppure non è che manchino problemi sociali in Irlanda, come in Irlanda del Nord, ma evidentemente per il cantante dev'essere sicuramente meglio seguire le orme di un buon suo conoscente, il finanziere Soros. 

Tornando alla dichiarazione di Bon Jovi, sul mai avvenuto pestaggio orangista subito da Bono, il cantante americano di origini italiane, tra una risata e l'altra, è stato invitato a visitare il museo orangista di Belfast dagli esponenti dell'Ordine di Orange, a cui evidentemente non manca l'ironia. 

FB

 

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