Il Partito della Volontà Nazionale
Congedatosi dall'esercito, nel marzo del 1935 Szálasi fonda il Partito della Volontà Nazionale (Nemzet Akaratának Pártja), il cui programma nazionale e socialista si trova esposto nel libro Cél és követelések (Meta e rivendicazioni). Mentre i movimenti nazionalsocialisti, fascisti e nazionalisti trovano seguito soprattutto nel ceto contadino, Szálasi rivolge un'attenzione particolare alla classe operaia, tanto che riuscirà ad espugnare le tradizionali roccheforti del Partito Socialdemocratico2. "Prendeva forma così un 'fascismo di sinistra' potente e originale (avente numerosi punti in comune con la Guardia di Ferro), 'fascismo di sinistra' la cui sola esistenza contraddice in maniera decisiva la maggior parte delle definizioni classiche (specialmente marxiste) del fenomeno fascista"3. In effetti, di fronte al fenomeno del "fascismo ungherese" la storiografia postbellica4 ha manifestato un significativo senso di disorientamento, tant'è vero che anche autori marxisti hanno dovuto riconoscere che "in Ungheria [...] il carattere e l'egemonia della reazione tradizionale ha sempre dominato in tutta la struttura politica, escluso il periodo di Szálasi"5.
Il partito fondato da Szálasi diventa dunque la principale forza politica d'opposizione: sono le Camicie Verdi a portare il popolo nelle piazze, a controllare i sindacati operai e ad organizzare gli scioperi. La sinistra perde ogni credibilità politica ed è praticamente abbandonata dalle masse operaie e contadine, che passano con le Camicie Verdi: se alle elezioni parziali del 1936 il Partito della Volontà Nazionale ottiene un migliaio di voti su 12.000, nel 1937 i militanti del nuovo movimento arrivano a ventimila.
Impressionato dal dinamismo di questa formazione politica, nell'aprile 1937 il governo Darányi decreta lo scioglimento del Partito della Volontà Nazionale, mentre Szálasi viene condannato a tre mesi di reclusione per avere svolto propaganda antisemita. Qualche mese dopo, però, le Camicie Verdi danno vita al Partito Nazionale Socialista (Nemzeti Szocialista Párt), che in breve tempo giunge a contare centomila iscritti. Alla fine dell'anno, il nuovo partito lancia la campagna "Szálasi 1938": che il 1938 debba vedere il capo nazionalsocialista al governo, appare abbastanza probabile, e non solo perché il suo più stretto collaboratore, Kálmán Hubay, ha battuto il candidato governativo in una elezione parziale, ma soprattutto per il vastissimo consenso di cui godono le Camicie Verdi in tutto il paese e presso tutte le categorie sociali.

