L'adesione al Patto Tripartito
Nel settembre del 1940, quando viene scarcerato, Szálasi si oppone decisamente al disegno di Hubay di realizzare ulteriori aggregazioni a destra14 e ribadisce l'orientamento nazionale e socialista dell'ungarismo indicendo, per il mese successivo, uno sciopero di quarantamila minatori: "la più potente azione proletaria ungherese, dalle origini della classe operaia in quel paese"15. Il Reggente propone a Teleki di scatenare una repressione su vasta scala contro le Croci Frecciate e di rimettere in carcere Szálasi; ma il primo ministro preferisce ricorrere a una soluzione giuridica ed elabora un progetto di riforma dello Stato che, "per mezzo di complicate astuzie, elimini i liberali, i socialdemocratici e le Croci Frecciate"16. Più che non dai disegni di Teleki, il declino delle fortune delle Croci Frecciate è determinato dalle misure antiebraiche del governo e dall'adesione dell'Ungheria al Patto Tripartito: "molti appartenenti alle classi medie avevano già abbandonato il partito ritenendo che esso si fosse spinto troppo oltre nelle sue rivendicazioni sociali e che la politica estera ed antisemita del governo fosse abbastanza soddisfacente"17. Quanto al Reich, esso è preoccupato soprattutto della stabilità politica nel Südostraum, sicché riduce sensibilmente il suo appoggio all'opposizione nazionalsocialista ungherese e rafforza in tal modo il regime horthista.
Il Reggente ed il suo entourage, però, manovrano fin dall'inizio per preparare il tradimento. Già alla fine del 1940 essi pensano di mandare in Occidente un loro uomo, che fondi un Comitato Ungherese all'estero e predisponga il terreno per il trasferimento di Horthy a Londra e la formazione di un governo in esilio. Per quanto riguarda le attività belliche, l'Ungheria intensifica il proprio disimpegno, "ritirando le sue truppe dal fronte russo, non abbattendo gli aerei nemici che sorvolavano il suo territorio, dando addirittura asilo a prigionieri inglesi ed americani fuggiti dai campi di concentramento tedeschi"18. Alla metà del marzo 1944 le truppe tedesche assumono il controllo del paese danubiano e Horthy deve nominare primo ministro l'ambasciatore ungherese a Berlino, Döme Sztójay, il quale riprende la partecipazione alle operazioni militari. Il 24 agosto, approfittando della capitolazione romena e contando sulla passività tedesca, il Reggente destituisce Sztójay e lo rimpiazza con un militare di sua fiducia; poi, il 15 ottobre, legge il suo proclama di resa. Stavolta però i Tedeschi reagiscono, entrando nel Castello di Buda e deportando il Reggente in Germania.
Alcuni membri di spicco delle Croci Frecciate: Szálasi è seduto nella fila anteriore, al centro. (click CC license)

