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Indice articoli

Note

1. M. Ambri, I falsi fascismi. Ungheria, Jugoslavia, Romania 1919-1945, Roma 1980, p. 93.

2. Sarebbe sufficiente questo dato di fatto per mostrare quanto sia risibile l'analisi di J. Erös (Ungheria, in Il fascismo in Europa, a cura di S.J. Woolf, Bari 1968, p. 159), secondo cui "in numero assai grande erano pure gli operai, ma è facile pensare che si trattasse soprattutto di operai non qualificati, disoccupati o non organizzati".

3. R. Cazenave, Naissance et développement du fascisme hongrois, "La Revue d'Histoire du Nationalisme Révolutionnaire", n.1, été 1989 (pagine non numerate).

4. Per una rassegna critica essenziale degli studi sul fascismo ungherese apparsi nel primo trentennio postbellico, si veda B. Vago, Fascism in Eastern Europe, in: AA. VV., Fascism. A Reader's Guide, Berkeley & Los Angeles 1976.

5. A. Kis, Il fascismo ungherese, "Ungheria d'oggi", a. XI, n. 4-5, luglio-ottobre 1971, p. 61 (corsivo nostro).

6. "Nel 1939 migliaia di simpatizzanti comunisti devono aver dato il proprio voto alle Croci frecciate" (J. Erös, op. cit., p. 159).

7. M. Ambri, op. cit., p. 110.

8. Si vedano i discorsi programmatici tenuti da Szálasi al Gran Consiglio operaio, al Gran Consiglio contadino e al Gran Consiglio degli intellettuali, in Kitartás. Ferenc Szálasi, le Croci Frecciate e il nazionalsocialismo ungherese, a cura di C. Mutti, Padova 1974 e in F. Szálasi, Discorso agli intellettuali, Padova 1977.

9. M. Sturdza, La fine dell'Europa, Napoli 1970, p. 38.

10. La legge in base alla quale fu condannato Szálasi (e che fu applicata anche contro altre personalità del suo movimento) era stata emanata nel 1921 per colpire i comunisti. Utilizzata successivamente dal regime di Rákosi per procedere a deportazioni in massa, rimase in vigore fino al 1961. Cfr. Ö. Málnási, A magyar nemzet igaz története [La vera storia della nazione ungherese], Monaco 1959, p. 242; G. Bárány, The Dragon's Teeth: the Root of Hungarian Fascism, in Native Fascism in the Successor States, Santa Barbara, California, 1971, p. 76.

11. "Magyarság", 30 agosto 1939. Cit. in N.M. Nagy-Talavera, The Green Shirts and the Others, Stanford, California, 1970, p. 156.

12. F. Duprat, Le Croci Frecciate in Ungheria, in AA. VV., I fascismi sconosciuti, Milano 1969, p. 64.

13. M. Horthy, Memorie, Roma 1956, p. 219.

14. Hubay avrebbe voluto unire il Movimento Crocefrecciato con il Partito del Rinnovamento Ungherese (Magyar Megújulás Pártja), costituito dall'ex primo ministro Imrédy con ventisei deputati transfughi del partito governativo. "Sembra che tale progetto, sostenuto apertamente dai tedeschi, avrebbe dovuto essere il primo passo verso la totale aggregazione dell'estrema Destra e la successiva opera di proselitismo nell'ala destra del partito governativo, al fine di mettere in minoranza Teleki e costituire una maggioranza parlamentare nazionalista" (M. Rallo, L'epoca delle rivoluzioni nazionali in Europa (1919-1945), vol. I, Roma 1987, p. 148).

15. F. Duprat, op. cit., p. 64.

16. N.M. Nagy-Talavera, op. cit., p. 167.

17. M. Ambri, op. cit., p. 115.

18. M. Ambri, op. cit., pp. 115-116.

19. M. Ambri, op. cit., p. 121.

20. M. Ambri, op. cit., p. 121.

21. N.M. Nagy-Talavera, op. cit., p. 231.

22. N.M. Nagy-Talavera, op. cit., p. 233.

23. F.L. Carsten, La genesi del fascismo, Milano 1979, p. 259.

24. N.M. Nagy-Talavera, op. cit., p. 233.

25. M. Gozzoli, Popoli al bivio. Movimenti fascisti e resistenza nella seconda guerra mondiale, Milano 1989, p. 154.

26. F.L. Carsten, op. cit., p. 259.

27. Gizella Lutz è morta nel 1994: la stampa ungherese ne ha dato la notizia rendendo omaggio alla sua "fedeltà oltre la tomba". Incarcerata nel 1946, nel 1954 venne processata e condannata a dodici anni perché ritenuta colpevole... di avere esercitato un'influenza negativa sul marito. Uscita di prigione nel 1956, scelse di rimanere in Ungheria; non volle risposarsi e si guadagnò da vivere facendo le pulizie nei negozi.

28. Due "giudici" per ciascuna delle formazioni seguenti: Partito Indipendente dei Piccoli Proprietari (vincitore delle elezioni generali del 4 novembre 1945 col 57,5% dei voti), Partito Nazionale Contadino, Partito Borghese Democratico, Partito Socialdemocratico, Consiglio Sindacale Nazionale, Partito Comunista Ungherese.

Ferenc Szálasi fu impiccato il 12 Marzo 1946 alle 15, 24. Il decesso fu accertato dai medici dieci o quindici minuti più tardi. Ferenc Szálasi, Diario dal carcere, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 1997

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