"Tranquilla serata al cinema, con la fidanzata, per Achille Billi, un giovanotto di 20 anni, già volontario quattordicenne con il padre Enea (per inciso: Enea ed Achille: quando i nomi avevano un “senso”) nel Battaglione “M” impiegato contro i titini, che al rientro della prigionia è diventato un attivista del MSI (arrestato per un attentato alla sezione del PCI di San Saba), e ha aderito all’Associazione Arditi d’Italia .All’uscita, però, la coppia è fatta oggetto di un’aggressione da parte di tre giovani…Billi si difende egregiamente, e, ad acque calmate, lascia la fanciulla e si dirige verso casa…a quel punto se ne perdono le tracce. La mattina successiva, il corpo viene ritrovato, riverso in una barca, con un fazzoletto tricolore in bocca, “attinto”, come si dice in questi casi, da un colpo di pistola Beretta calibro 9 (che era la sua), alla parte sinistra della nuca…portato in ospedale muore poche ore dopo, senza riprendere conoscenza. Le indagini puntano sulla pista politica da subito, ma dopo alcuni giorni il questore Saverio Polito rovescia la frittata e parla di suicidio, ipotizzando, al limite dell’inverosimile, che il giovane si sia dato la morte per passare da “eroe” (?) agli occhi della sua parte politica….pertanto, per quel che riguarda la Polizia, il caso è chiuso. I Carabinieri non sono d’accordo con questa decisione, e propendono piuttosto per la tesi dell’omicidio….sta di fatto che i dubbi, però restano, e sono tanti: il padre nega ogni tentazione suicida del giovane…il comportamento del Billi, nei giorni precedenti, non lascia intravedere alcuno stato depressivo (regolarmente a scuola, al cinema con la ragazza, in giro con gli amici)…gli esami rivelano che l’omicidio/suicidio è avvenuto altrove, e solo dopo il corpo è stato posto nella barca….il colpo di pistola esploso alla nuca…e altro ancora. Giulio Caradonna, che conosceva bene il giovane, ha sempre parlato di “omicidio comunista”, collegato a rivalità tra giovani avversari politici che si conoscevano tra loro (e il riferimento all’aggressione all’uscita dal cinema è naturale)….questa anche l’opinione del padre che, un anno dopo, sulla base di confidenze ricevuta da uno slavo ospite del campo profughi di Fraschette, chiese –senza ottenerla- una riapertura delle indagini." (da: Adalberto Baldoni, “La destra in Italia 1945-69”, Roma 1999)
Achille Billi - Adalberto Baldoni, La destra in Italia 1945-69
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