"fra i tanti ricordi di quel '68 e anni successivi, ecco Praga con piazza san Venceslao invasa dai carri armati del patto di Varsavia; ecco vienna dove dormimmo in un giardino; Budapest con l'ostello in antico palazzo nel cuore della città; Bucarest e tu con dorina mano nella mano. l'autostop lo zaino in spalla pochi soldi e la giovinezza a darci fierezza e speranza. poi gli anni grigi e cupi, le sbarre e i chiavistelli, il fango e il sangue. dissero che ti eri 'suicidato' nella cella dell'isolamento ma le foto, che conservo, mostrano il tuo volto segnato da cicatrici.
Illusi cercarono di scavarti la carne con le botte per strapparti l'anima chè la tua, nobile ed alta, era già protetta nel cielo dei martiri e degli eroi...
Ciao, Riccardo, fedele amico di quel pomeriggio del 12 dicembre. 'amore e coraggio non sono soggetti a processo'..."
Riccardo Minetti - Mario Merlino ricorda Riccardo
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