Le indagini infine partirono ma tardi e male. S. M. militante comunista e proprietario della famigerata 850 bianca, fu arrestato. Disse di essere andato a vedere un film al cinema ma gli inquirenti verificarono che, quella sera, il cinema indicato da M. era chiuso per turno di riposo. Ciò nonostante la potente macchina di copertura si mise in moto e mentre le indagini proseguivano a rilento e non ci si preoccupava di verificare chi poteva essere insieme al M. questi venne fornito di un nuovo alibi, questa volta perfetto; ogni prova ed ogni riscontro venne fatto sparire.
Anni dopo il giudice, scrivendo la sentenza, dovrà dichiarare che se egli non era in grado di condannare l'imputato, se non era stato possibile fare piena luce sull'omicidio Cecchin, questo doveva essere ascritto ai ritardi nelle indagini di quei giorni, al modo di procedere degli investigatori, al punto che il magistrato ipotizza possibili procedimenti nei confronti degli organi di Pubblica Sicurezza. Ma noi non abbiamo mai perso la speranza che sia fatta finalmente giustizia. Pensiamo che sia giusto riproporre alcuni passi della sentenza, non tanto per quello che scrive il Magistrato, ma per quello che dicono esplicitamente e che rappresentano realmente che uccidere un fascista non è reato.
«È convinzione della Corte che, nel caso di specie, non si sia trattato di omicidio preterintenzionale, ma di vero e proprio omicidio volontario.» (Dalla sentenza del 23 gennaio 1981)
«Appare incomprensibile la mancanza di ogni attività investigativa nell'ambito degli appartenenti alla fazione politica opposta a quella della vittima... La mancanza di prove in ordine al crimine commesso è con tutta probabilità da connettere a una estrema lacunosità delle indagini sotto i profili qualitativo, quantitativo e temporale.» (Dalla sentenza del 23 gennaio 1981)
«Veramente grave e singolare appare pertanto che i periti non abbiano approfondito l'indagine, non si siano recati sul terrazzo dell'abitazione degli Ottaviani, ma semplicemente si siano limitati a dare un'occhiata dall'alto del ballatoio; e abbiano dato una "scorsa" altrettanto superficiale ai rilievi effettuati dalla polizia scientifica, come dichiarato dal professor Umani Ronchi all'udienza del 20 dicembre 1980. Altrettanto singolare che non abbiano tenuto in alcun conto i referti dell'ospedale San Giovanni.» (Dalla sentenza del 23 gennaio 1981)
I militanti della sezione del MSI del quartiere Trieste-Salario chiesero a Nazzareno De Angelis, leader di Terza Posizione, di disegnare un manifesto commemorativo da stampare con i poveri mezzi della sezione missina. Per intervento di Gianfranco Fini, all'epoca segretario nazionale del FDG furono però messe a disposizione le rotative del Secolo d'Italia per la stampa e così centinaia di manifesti furono affissi a Roma.
Da segnalare con enorme soddisfazione la realizzazione si uno spettacolo teatrale "Sera di Giugno" che racconta la storia di Francesco, e riteniamo che questo sia il modo più bello per ricordare.

